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Treviso, la Marca del Mistero

La magia di questi luoghi vi attende.

Ombre e fantasmi del passato sapranno guidarvi in questo percorso. Non abbiate paura ...

``Treviso misteriosa``  

1° GIORNO
Arrivo a Vittorio Veneto e visita di questa splendida cittadina alle pendici delle Prealpi Trevigiane. Di particolare interesse è Serravalle, con la meravigliosa Piazza Flaminio, senza dimenticare però di salire l`imponente scalinata che conduce al santuario di Sant`Augusta.

La leggenda narra che Augusta, figlia del terribile re barbaro Mandrucco, rimase così coinvolta ed affascinata dalla religione cattolica tanto da assentarsi sempre più spesso dal castello paterno. Quando il padre scoprì la sua fede, s`infuriò così tanto che di fronte al diniego di sua figlia di rinnegare il Dio scoperto, decise di frustarla, torturarla fino a mozzarle la testa. Appena compiuto tale spregevole gesto, si pentì e pianse amaramente, tanto che decise di far costruire in suo onore uno splendido santuario, candido come l`anima dell`amata figlia. Da allora Santa Augusta è la protettrice di coloro che soffrono d`emicrania, che in pellegrinaggio salgono il monte per venire miracolosamente guariti proprio dove riposa la Santa. In serata, cena a base di prodotti tipici locali dell`area Pedemontana e delle Prealpi Trevigiane (bevande escluse). Pernottamento

2° GIORNO 
Dopo la prima colazione, partenza per il Castello di Collalto (nel comune di Susegana) dove ancor oggi si possono udire i pianti e le urla di Bianca di Collalto. Un`antica leggenda vuole che nel Castello di Collalto si sia consumato un atroce delitto. Le famiglie dei Da Camino e dei Collalto, entrambi di origine longobarda, per molti secoli si diedero battaglia. La pace tra le due famiglie arrivò allorquando il conte Tolberto di Collalto e Chiara Da Camino si unirono in matrimonio. Bianca era figlia di un servitore alle dipendenze dei Collalto. Orfana prematuramente, fu cresciuta con i figli del Conte predecessore di Tolberto, divenendo, di fatto, parte della famiglia. In seguito, Tolberto la mise a capo della servitù femminile di al servizio Chiara, la quale, si narra, fosse particolarmente gelosa nei confronti del marito. Il giorno della partenza di Tolberto per la guerra, il conte entrò nella stanza della moglie Chiara. Qui vi era anche Bianca, che stava pettinando la padrona. Uscendo, la contessa vide attraverso lo specchio che il marito salutava Bianca, la contraccambiava il saluto con le lacrime agli occhi. Quando il Conte fu distante, Chiara, presa dalla gelosia, fece imprigionare Bianca nelle carceri e, benché questa professasse di non aver mai avuto nessuna relazione d`amore con Tolberto, la fece murare viva in una torre del castello, probabilmente nella sua stanza. Al ritorno Tolberto cacciò Chiara per il terribile gesto compiuto, ma da allora, secondo la leggenda popolare, il fantasma di Bianca appare alla famiglia Collalto come presagio di gioie o eventi dolorosi: dalle testimonianze, Bianca apparirebbe con una veste bianca e, nel caso di sventure, con un velo nero sul volto. Dai colli di Collalto, si scende verso il colle del Montello, ripercorrendo i luoghi che ispirarono Monsignor della Casa nel suo ``Galateo``, luogo di memoria e di pace, dove la natura stupisce ad ogni stagione con sfumature ritratte nei secoli da artisti e poeti.


Un mondo di fiaba, che di notte si anima, come alla ``Grotta del Buoro``, dove la ninfa Ciane mesce l`acqua magica capace di ridare il latte alle puerpere smunte o al ``Bus de le Fate`` abitato da fanciulle dai piedi caprini che si lavano perennemente ad una fonte. Dal ``Buoro delle Anguane`` si possono veder uscire le ninfe lavandaie che si recano ai ruscelli per lavare panni macchiati di antichi misfatti commessi dagli uomini. Vicino ad una sorgente le Fate Bone preparano il miele da offrire alle fanciulle che il Massariol, spirito burlone, fa smarrire nel bosco. Pranzo in un locale tipico del Montello (bevande escluse).
Nel pomeriggio, si raggiunge il parco naturale del Fiume Sile (in Comune di Vedelago) per ammirarne le sorgenti, i cosiddetti ``fontanazzi``. Luoghi di inquietante magia, i fontanazzi hanno dato vita a leggende che vivono tutt`oggi. Si narra che con i loro ``profondi buchi`` inghiottiscano tutti i malvagi, facendoli sparire. Questa la sorte riservata alla Malvagia Signora, trasposizione forse di una Caterina Cornaro, Regina di Cipro e di queste terre, probabilmente non molto amata dai suoi contadini. Un giorno, la Malvagia, che viaggiava su una carrozza tirata da stalloni rigorosamente bianchi, incrociò proprio qui un vecchio prete che portava il Viatico ad un moribondo. Ecco come Carlo Sgorlon tramanda questa storia in un suo saggio: ````Largo al Padrone del cielo`` intimò il prete. ``Ma io sono la padrona della terra`` replicò la Signora. Immediatamente la Signora fu inghiottita dal fontanazzo che restituì soltanto ``una cagna spelacchiata dalla coda fumante``, ovvero l`anima della feudataria, costretta ad errare senza pace nella notte.``
Dopo aver errato in questi luoghi misteriosi, partenza per il rientro o, per i più temerari, regalandosi un`altra notte nel giardino di Venezia per poi addentrarsi, al sorgere del sole, a Venezia, per scoprirne i misteri che l`avvolgono.

Prezzi su richiesta: prenotazioni@marcatreviso.it; Tel. +39 0422 541052

Per i gruppi più coraggiosi, visite emozionali al crepuscolo, accompagnati dalla fioca luce di una torcia o dalla luce magica della luna.

E se gli spiriti di questi luoghi vi hanno lasciato terminare il tour, allora siete pronti per scoprire altri segreti ... 

Illustrazioni Paolo Cossi


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